La crisi nel settore edilizio abbassa i prezzi degli immobili

Uno dei settori che ancora arranca e fatica a riprendersi dalla crisi globale che ha colpito ogni aspetto finanziario negli ultimi anni è sicuramente quello edilizio. Nel primo trimestre del 2015 le aziende di questo settore hanno registrato un calo dell’ 1,4% ed un abbassamento del tasso di occupazione pari all 1,2% su base annua. Tradotto in numeri, secondo un rapporto di Confartigianato, si parla di circa un quarto della forza lavoro di tutto il settore, di 87.053 sono imprenditori mentre 373.374 sono operai.

Numeri da capogiro se pensiamo che è dal 2008 che questo declino si protrae. La crisi edilizia si può riscontrare anche in un abbassamento dei prezzi dei nuovi immobili, che ha portato inevitabilmente anche all’abbassamento del valore dei mutui richiesti alle banche o agli enti preposti. Questo aspetto potrebbe sembrare un vantaggio a primo acchito, ma in realtà siamo ben lungi poichè con l’abbassarsi dei prezzi si è abbassato anche il potere d’acquisto dei cittadini.

Le coppie neo sposate faticano molto a trovare una casa, comprarla e  mantenerla con le loro solo forze economiche il più delle volte. Anche chiedere un mutuo non troppo esoso diventa quindi un problema se l’occupazione non riparte al più presto e non si ha una fonte di reddito fissa e sicura.

Solo le attività di ristrutturazione permettono ancora ad alcune aziende edilizie di rimanere a galla attualmente, poichè esse sono meno dispendiose sia per i cittadini che per gli imprenditori. Ma è necessario trovare una soluzione efficace al più presto che permetta a tutti di ripartire da capo, con investimenti concreti e mutui flessibili, solo così la crisi può essere debellata una volta per tutte.

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