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Il TFR in Finanziaria 2010 (11/01/2010)
Le risorse vanno a copertura della spesa corrente, al contrario della destinazione precedente.

Il TFR in Finanziaria 2010
Le risorse vanno a copertura della spesa corrente, al contrario della destinazione precedente.
Con la Legge finanziaria 2007 (296/2006) viene istituito il “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile”, denominato per brevità Fondo Tesoreria, a cui sono destinate, dal 1° gennaio 2007, le quote di TFR “inoptate” (non conferite alle forme di previdenza complementare o, per meglio dire, mantenute per scelta del lavoratore presso il datore di lavoro), il cui versamento, appunto, deve essere effettuato mensilmente, obbligatoriamente dal datore di lavoro del settore privato con alle dipendenze almeno 50 addetti.
Il governo Prodi previde l’utilizzo di questo Fondo Tesoreria (conto transitorio presso la Tesoreria dello Stato gestito dall’INPS) per inserirne le risorse nel capitolo 3331 del Bilancio dello Stato a copertura di un elenco (Legge 296/06, art. 1, comma 758-762, Elenco 1) di investimenti in opere infrastrutturali, finanza d’impresa e investimenti coerenti con il piano Industria 2015, nonché alcune altre variazioni della destinazione d’uso (es.: “spese di funzionamento della Difesa”, cioè le missioni all’estero).
Con la Legge finanziaria 2010 (testo, approvato e trasmesso dal Senato il 16 novembre, emendato alla Camera come disegno di legge n. 2936, art. 2, comma 95) 3,1 miliardi di euro del Fondo Tesoreria transitano, come la gran parte delle coperture previste, al Fondo Grandi Eventi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di Palazzo Chigi (Decreto Legge n. 5/2009 convertito con legge 9 aprile 2009, n.33 (G.U. 85 dell’11/04/09), “Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi”, art. 7 quinquies).
A questo Fondo Grandi Eventi verranno attribuiti anche 1.350 milioni di Trento e Bolzano in termini di rivalutazione dei terreni, il FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) e altre risorse fino a 8,8 miliardi. A questo si aggiunge l’utilizzo ambiguo del presunto gettito di 4 miliardi dello scudo fiscale, il cui consuntivo si potrà fare solo al 15 dicembre quando scadono i termini per le adesioni: per finanziare taglio e rinvio dell’acconto Irpef del novembre scorso e, contemporaneamente, per coprire una serie di spese a 2010 (dai testi scolastici, all´Ici, all’autosufficienza, etc.) che rappresentano buona parte buona parte della Finanziaria.
Nel metodo. Dopo la ventiseiesima fiducia nelle sedute parlamentari e con la chiusura della Finanziaria con voto al Senato, i lavoratori interessati non sono stati nemmeno consultati, trascurando deliberatamente – come dall’inizio di questa Legislatura – lo spirito concertativo con il quale si promosse lo stesso Fondo Tesoreria, sulla base del Memorandum d’intesa del TFR del 23 ottobre 2006 (accordo tra Governo, Confindustria, CGIL, CISL e UIL). Nel Memorandum era previsto che per tutte le imprese con almeno 50 dipendenti fosse integralmente destinato all’INPS il trattamento di fine rapporto maturato dal 1 gennaio 2007 e non affluito alla previdenza integrativa, così come era previsto che «il governo s’impegna(sse) a riesaminare questa disposizione nel 2008».

Nel merito. Bisogna precisare che i lavoratori e le imprese non ci ricavano e non ci rimettono niente da questa operazione. Tuttavia, portare le risorse del Fondo Tesoreria nel Fondo Grandi Eventi significa che le quote TFR interessate entrano per la prima volta nel Conto economico del Bilancio. Questo comporta due dirette conseguenze:
A) Le risorse vanno a copertura della spesa corrente, al contrario della destinazione precedente, ossia del suddetto elenco circoscritto di investimenti. Ora si certifica il cambiamento di destinazione d’uso e non si specificano le voci di spesa, nemmeno in riferimento al TFR che deve essere pagato, con possibilità di ricaduta sul bilancio INPS.
B) Il Fondo Grandi Eventi, la cui definizione venne già modificata nel corso del precedente governo Berlusconi (2001-2006) per far rientrare nei “grandi eventi” anche impieghi discrezionali di natura straordinaria differenti dal terremoto o dalle calamità naturali, sarebbe nelle mani della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che, nel formulare le destinazioni e le regole non rientrerebbe nel normale iter parlamentare, avendo già ottenuto con la Legge Finanziaria l’approvazione del Tesoro, sfuggendo al controllo della Ragioneria Generale dello Stato.
La CGIL ritiene che il governo debba precisare i capitoli di spesa a cui fanno riferimento le risorse del Fondo Tesoreria dirottato nel Fondo Grandi Eventi e indicare le risorse calcolate per l’erogazione del TFR, quindi assicurare che non venga intaccato il bilancio dell’INPS.

Fonte : Cgil Nazionale




Aggiornamenti sito a cura di Gian Carlo Storti

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